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Prima di tutto è necessario un
chiarimento : da regolamento europeo 2092/91 al momento
esiste quello per la produzione di uve biologiche e
quindi vino da agricoltura biologica, quindi viene
certificato solo il metodo di coltivazione.
Se ci si pensa bene è anche giusto
dato che la trasformazione da uva in vino è la cosa più
naturale che ci sia. E qui dipende dall’onestà e volontà
del produttore.
Quindi qual è la differenza
principale tra vino industriale e non?
Il vino è un prodotto vivo in
continua evoluzione quello industriale è omologato e
sempre uguale aggiustato da aggiunte di lieviti,
chiarificazione, stabilizzazione e conservazione.
Il lievito è presente sulla buccia
dell’uva e ne rispecchia la sua tipicità, quelli
selezionati invece la modificano.
Certo che le aziende di grosse
dimensioni sono costrette ad adottare questi sistemi per
la grande quantità di prodotto che devono gestire ecco
perché il piccolo produttore è così avvantaggiato nel
poter fare ancora un vino che rispecchi il suo
territorio e la sua naturalità.
Al giorno d’oggi questo è un
rischio soprattutto è una continua sfida anche nel
riuscire a far capire al consumatore il perché il mio
vino sembra così diverso dagli altri e come mai ogni
anno non è mai uguale……ma per me ne vale la pena.
Ho in ogni caso l’orgoglio di poter
offrire un prodotto sano e di sicura provenienza, ed
inoltre la mia terra viene da me rispettata e non
sfruttata.
Ø
Massima igiene nelle cantine e nelle
attrezzature, consigliate contenitori in acciaio inox e
per l’invecchiamento botti di Rovere o Castagno;
Ø
Uve vendemmiate a mano in modo da
selezionarle per sanità;
Ø
Raccolta in cassette e portate subito in
cantina;
Ø
Pigiatura morbida, meglio se la
diraspatrice ha le pale in gomma come pure i giranti
della pompa;
Ø
Avvio della fermentazione con una “piè de
curveè” e controllo termico per evitare arresti nella
fermentazione e sviluppi microbici indesiderati con
anche frequenti rimontagli all’aria e frollature del
cappello;
Ø
Uso dell’SO2
limitata a max 20 mg/l
Ø
Fermentazione malolattica per favorire la
stabilizzazione e illimpidimento anche ottenuti con vari
travasi;
Ø
Affinamento ottenuto con l’andare del
tempo per una sua naturale evoluzione sia nei vasi
vinari, in botte e poi in bottiglia.
Solo
adesso mi sento di darvi un po’ di notizie su:
Proprietà benefiche del vino.
A patto
naturalmente che non si esageri nel berlo le sue
benefiche virtù si devono alla presenza di antiossidanti
naturali (polifenoli nel rosso e flavonoidi nel bianco),
che proteggono dall’invecchiamento cellulare, abbassano
il colesterolo “cattivo” e stimolano la produzione di
quello “buono”, migliorando l’elasticità delle arterie.
Dotato
di proprietà antisettiche e antibatteriche il vino è
stato oggetto di vari studi soprattutto sul resveratrolo.
Questa
sostanza, prodotta naturalmente dalla vite per
difendersi dall’attacco di funghi e parassiti, si è
dimostrata capace di diminuire l’aggressività delle
cellule tumorali e bloccarne la proliferazione
nell’organismo umano. Il resveratrolo si trova nei
grappoli non trattari con sostanze chimiche ma lasciate
libere all’autodifesa.
Spero di
avervi aiutato a comprendere meglio le varie
sfaccettature che oggi sono sorte nel mondo del vino.
Da parte
mia continuerò la mia “battaglia” per non far scomparire
i piccoli veri produttori che devono ogni giorno
combattere con i prezzi e le pubblicità delle produzioni
industriali.
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